La terapia fotodinamica è un trattamento dermatologico che può essere utilizzato per la cura di una pluralità di patologie, dal foto ringiovanimento, all’acne ai tumori. Nella terapia fotodinamica si sfrutta l’azione combinata di agenti fotosensibilizzanti e luce visibile per ottenere la rigenerazione delle cellule epiteliali. Ecco come funziona, quali sono i benefici e quali gli effetti collaterali.

La luce, sia essa quella naturale, irradiata dal sole, che quella artificiale, prodotta da apposite lampade, è un importante alleato della salute dell’uomo. Sempre più spesso, infatti, in ambito medico, si fa ricorso a trattamenti basati su tecnologie che sfruttano l’azione della luce. E questo avviene in modo particolare in dermatologia, vista la forte influenza che le radiazioni luminose sono in grado di esercitare sulla pelle. È il caso, ad esempio, della terapia fotodinamica, a cui è dedicato questo approfondimento.

Cos’è e come funziona la terapia fotodinamica

In medicina, con il termine terapia fotodinamica (in inglese, PDT) si indica, come anticipato, un trattamento dermatologico che consente di affrontare diverse patologie della pelle, sia di natura estetica che oncologica. Tale effetto terapeutico è ottenuto grazie all’impiego di due elementi:

  • un agente fotosensibilizzante applicato sulla pelle sotto forma di crema (Acido Metil 5-aminolevulinico o Acido 5-aminolevulinico);
  • una fonte di luce visibile.

La combinazione di questi due elementi genera un effetto ossidativo che porta alla morte delle cellule malate e alla loro rigenerazione con cellule epiteliali nuove.

A seconda della fonte luminosa che viene utilizzata, si possono distinguere due tipologie di trattamento:

  • terapia fotodinamica convenzionale (C-PDT), con impiego di luce rossa artificiale;
  • terapia fotodinamica con luce solare (DAYLIGHT- PDT o DL-PTD).

 

Da un punto di vista operativo, la singola seduta di fototerapia si divide nelle seguenti fasi:

  1. Preparazione della cute: la zona interessata dal trattamento deve essere pulita utilizzando una garza imbevuta di soluzione fisiologica, facendo attenzione a rimuovere eventuali residui di trucco o di creme; inoltre, si deve provvedere ad eseguire un curettage delle lesioni presenti.
  2. Applicazione dell’agente fotosensibile: la crema deve essere spalmata mediante una spatola, avendo cura di creare uno spessore di circa 1 millimetro e di coprire anche la cute sana circostante la lesione, per un raggio di 5-10 millimetri.
  3. Medicazione occlusiva: una volta spalmata la crema, la zona interessata viene coperta con un bendaggio che permette l’assorbimento della sostanza fotosensibile senza che questa entri in contatto con la luce solare; questa fase di attesa dura circa 3 ore; tale operazione non viene eseguita in caso di trattamento con luce solare.
  4. Esposizione alla fonte luminosa: nel caso di terapia fotodinamica con luce artificiale, l’esposizione alla luce rossa dura solo 7 minuti e al paziente vengono fatti indossare occhiali scuri per proteggere gli occhi; nel caso di Daylight-PDT, invece, l’esposizione alla luce solare deve avvenire entro mezz’ora dall’applicazione della crema e deve protrarsi per circa 2 ore.
  5. Applicazione di creme e unguenti lenitivi.

Terapia fotodinamica e dolore

È bene specificare che la terapia fotodinamica eseguita con lampada artificiale provoca dolore localizzato ma solitamente di lieve entità. Tale dolore può essere alleviato mediante l’uso di acqua nebulizzata. Spesso è anche sufficiente la talkestesia, cioè parlare ininterrottamente al paziente per distrarlo.

Quali patologie possono essere tratta con la terapia fotodinamica: dall’acne ai tumori

Le patologie della pelle e i difetti dermatologici che vengono trattati con terapia fotodinamica sono diversi:

  • Danni da esposizione al sole (come le macchie della pelle su volto, decolletèe e mani);
  • Acne
  • Cheratosi attiniche (lesioni pretumorali) di I e II grado e/o non pigmentate
  • Carcinoma basocellulare
  • Carcinoma a cellule squamose (morbo di Bowen).

I risultati: prima e dopo il trattamento di terapia fotodinamica

Di seguito, lacune foto che mostrano gli effetti benefici ottenuti grazie alla terapia fotodinamica. Per ottenere benefici può essere sufficiente una sola seduta oppure possono esserne necessarie due (intervallate da una settimana di pausa). Dipende dal tipo di problema che si deve trattare. I risultati vanno comunque valutati a tre mesi di distanza del trattamento. Qualora fosse utile, la fototerapia può essere ripetuta.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Oltre al già citato fastidio che si può avvertire durante il trattamento, la terapia fotodinamica può dare luogo ad alcuni effetti collaterali, a cui bisogna prestare attenzione. In particolare, è sconsigliato sottoporsi al trattamento alle seguenti categorie di pazienti:

  • Donne in gravidanza o in allattamento;
  • Persone affette da specifiche patologie, quali porfiria, fotodermatosi, tumore con spessore superiore ai 2 mm, malattie fotosensibilizzanti;
  • Persone che assumono famaci fotosensibilizzanti;
  • Soggetti allergici ad uno o più componenti dei farmaci utilizzati, oppure ad arachidi e soia.

In generale, è importantissimo che la fototerapia venga effettuata da personale esperto, in grado di gestire correttamente tutte le fasi del processo e di dare al paziente i giusti consigli.

Terapia fotodinamica a Roma

 

Articolo revisionato dalla Dottoressa Sara Tambone, specialista in dermatologia presso il Polo Sanitario San Feliciano