L’otite media secretiva (conosciuta anche come effusiva o catarrale) è una malattia che colpisce l’orecchio medio e riguarda prevalentemente i bambini, soprattutto sotto i 2 anni. Comporta l’accumulo di liquido nell’orecchio medio. Non è dolorosa, ma tra i suoi sintomi c’è l’abbassamento dell’udito che può generare disturbi del linguaggio, di apprendimento e comportamentali. Ecco perché è importante rivolgersi a un otorino per arrivare a una diagnosi tempestiva e intervenire con le giuste cure.

Cos’è l’otite media secretiva

L’otite media secretiva è una delle patologie dell’orecchio più frequenti in età pediatrica ed è la prima causa di sordità con disturbi del linguaggio nel bambino. L’otite catarrale si caratterizza per l’accumulo di secrezione liquida nell’orecchio medio, che talvolta può associarsi ad episodi d’infezione acuta di origine batterica (otite media acuta). La patologia si manifesta più frequentemente nei più piccoli, con un’incidenza variabile dal 15 al 40% dei bambini di età inferiore a 5 anni, ma può raggiungere il 60% nei bambini sotto i 2 anni di età.

Ma cosa accade in un orecchio affetto da otite media effusiva? In condizioni fisiologiche, la tuba di Eustachio provvede al drenaggio delle secrezioni e alla ventilazione della cavità timpanica. In caso di suo malfunzionamento, invece, le secrezioni ristagnano nell’orecchio medio, fino ad assumere un aspetto colloso (glue ear). Queste secrezioni arrivano al punto di impedire la motilità della catena degli ossicini e possono quindi determinare una sordità di tipo trasmissivo, che, nei casi più gravi, può arrivare ai 50 dB ed associarsi a disturbi dell’apprendimento e del linguaggio o a iperattività e nervosismo.  Inoltre, in caso di otite media secretiva la sovra-infezione batterica è frequente, tanto da poter determinare episodi di otite media acuta recidivante.

I sintomi dell’otite secretiva

Quando affetti da otite media, i bambini possono avvertire i seguenti sintomi:

  • difficoltà uditive (ipoacusia), che possono generare anche problemi di concentrazione, apprendimento e comportamentali;
  • sensazione di pienezza e di pressione interna all’orecchio;
  • schiocco nelle orecchie durante la deglutizione.

Le cause dell’otite media effusiva

Le principali cause che scatenano l’otite media effusiva sono:

  • l’ipertrofia adenoidea, perché il tessuto adenoideo che occupa il rinofaringe e ostruisce la tuba di Eustachio.
  • la rinite allergica, poiché l’infiammazione e l’edema determinano un aumento di secrezioni e una riduzione del drenaggio nelle vie aeree superiori.
  • il reflusso gastroesofageo, dove l’infiammazione è provocata dal reflusso del contenuto gastrico nel rinofaringe e nelle fosse nasali.

Come diagnosticare l’otite media secretiva: visite ed esami

La diagnosi dell’otite attraversa diversi step e comunque deve essere affidata a un medico specialista in otorinolaringoiatria.

Si parte da un colloquio con i genitori, rivolto a ricercare le cause di tipo costituzionale o familiare (conformazione, allergie) e alle co-morbidità del bambino (asma, laringiti, dolore gastrico).

Successivamente, l’esame obiettivo completo di micro-otoscopia permette di diagnosticare l’otite media ed eventualmente un’ostruzione nasale associata. L’otoscopia (esame del timpano) evidenzia una membrana timpanica di aspetto opaco e ispessito, talvolta di colore giallastro o bluastro e talvolta è possibile evidenziare la presenza di bolle d’aria all’interno della cavità.

Altri esami che vengono svolti sono:

  • la nasofibroscopia, fondamentale per valutare l’infiammazione della mucosa nasale e il grado di ipertrofia adenoidea associata;
  • la timpanometria, ovvero lo studio delle pressioni timpaniche, permette, attraverso una sonda posta nel condotto uditivo esterno, di misurare le pressioni nell’orecchio medio e l’elasticità della membrana timpanica. In caso di otite media secretiva, il timpano risulterà anelastico con una rigidità del sistema dell’orecchio medio, tale da impedire la trasmissione del suono all’orecchio interno.
  • l’audiometria tonale e vocale permette di studiare la funzione uditiva, quantificare la perdita uditiva che è variabile dai 10 ai 50 dB ed eliminare altre forme di sordità dovute a deficit dell’orecchio interno. In caso di bambini molto piccoli o non collaboranti è possibile effettuare test oggettivi della misurazione dell’udito (potenziali evocati uditivi).

Come curare l’otite media catarrale

I rimedi contro l’otite media secretiva sono di due tipologie: terapia farmacologica e terapia chirurgica.

La terapia farmacologica

Sebbene sia spesso utilizzata come prima opzione terapeutica, la terapia medica con corticosteroidi per via orale o intranasale non mostra un’efficacia a lungo termine. Anche la terapia antibiotica non sembra essere efficace nel trattamento dell’otite media secretiva, tuttavia il suo ruolo è indispensabile in caso di sovrainfezione batterica con otite media acuta. Infine, i farmaci antistaminici sono indicati in tutti i casi di  rinite allergica.

La terapia chirurgica

La terapia chirurgica, ovvero la miringotomia con posizionamento di neotuba, trova indicazione in nei casi di frequenti episodi di otite media acuta e/o di perdita uditiva. Infatti, le linee guida internazionali consigliano tale intervento in tutti i casi ove il numero d’infezioni acute supera i 3 episodi in 6 mesi o 4 in un anno e quando la soglia uditiva per via aerea sia superiore ai 25 dB. Tuttavia, sottolineano la necessità di adattarsi al singolo caso ed è indispensabile programmare un intervento precoce nei pazienti affetti da disturbi del linguaggio o dell’attenzione, seppur non si raggiungono i tali criteri. Vi è inoltre un consenso univoco sulla necessità di uno studio preoperatorio dell’ipertrofia adenoidea, essendo l’adenoidectomia (l’asportazione delle adenoidi) un gesto che può evitare le recidive e apportare un miglioramento a lungo termine.

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Articolo revisionato dalla Dottoressa Michela Biagini, specialista di otorinolaringoiatria presso il Polo Sanitario San Feliciano.

Informazioni tratte da sciencedirect.com