uomo che non sente bene

Affrontare l'ipoacusia: un approfondimento sulla perdita dell'udito

Non sentire bene è una sensazione spiacevole che può generare vergogna e portare a forme di isolamento sociale. Molto frequente soprattutto nelle persone over 50, l’ipoacusia può avere diverse cause e venire diagnosticata attraverso una semplice visita otorinolaringoiatrica con esame audiologico. Identificare tempestivamente il calo dell’udito è importante, soprattutto per approntare adeguati rimedi.

L'ipoacusia, comunemente definita calo (o abbassamento) dell’udito, è una condizione che colpisce un numero significativo di individui in tutto il mondo, qualificandosi come uno dei problemi di udito più diffusi, soprattutto dopo i 50 anni. La parziale perdita dell’udito può manifestarsi in varie forme e avere differenti gradi di gravità. In tutti i casi, però, incide pesantemente, in senso negativo, sulla qualità della vita e delle interazioni sociali di chi ne soffre e nei casi più seri può anche essere riconosciuta come una forma di invalidità. Non sentire bene, infatti, è fastidioso, può creare imbarazzo e causare notevoli problemi pratici. Nonostante ciò, l’udito rimane uno dei sensi più trascurati. Raramente, infatti, ci si sottopone a periodici controlli, come invece si fa con la vista. Per questa ragione, l’ipoacusia spesso non è diagnosticata ufficialmente: ci si rassegna a sentire poco senza fare nulla per recuperare almeno un po’ l’udito.

Cosa si intende per ipoacusia

L'ipoacusia, quindi, è una condizione caratterizzata dalla diminuzione dell'udito. Può variare da lieve a grave e può colpire una (ipoacusia monolaterale) o entrambe le orecchie (ipoacusia bilaterale). Questo calo dell'udito può essere causato da diversi fattori, inclusi problemi genetici, danni al timpano, infezioni dell'orecchio, esposizione prolungata a rumori forti e l'invecchiamento.

Leggi anche l’approfondimento sull’acufene

Perché l’udito diminuisce: le cause dell’ipoacusia

Il rischio di perdita parziale dell’udito può essere attribuito a una serie di fattori. Ad esempio, l'esposizione prolungata a rumori forti, come quelli sul luogo di lavoro o durante eventi musicali, può danneggiare le cellule uditive nell'orecchio interno (sono i cosiddetti traumi uditivi). Anche l'invecchiamento è un fattore comune che contribuisce all’indebolimento dell'udito.

Ulteriori cause di ipoacusia possono essere:

  • anomalie genetiche che influenzano lo sviluppo dell'orecchio interno;
  • traumi acustici;
  • esposizione a sostanze ototossiche;
  • malattie autoimmuni;
  • infezioni virali;
  • problemi vascolari;
  • tumori.

Come accorgersi di un calo dell’udito: li sintomi dell’ipoacusia

Riconoscere i segni di ipoacusia è fondamentale per intervenire tempestivamente. Alcuni sintomi comuni del calo dell’udito sono:

  • difficoltà a comprendere le conversazioni;
  • difficoltà a comprendere la provenienza dei suoni;
  • bisogno di aumentare il volume della televisione o della radio;
  • sensazione di isolamento sociale a causa delle difficoltà nell'interagire con gli altri.

Una visita otorinolaringoiatrica con esame audio-impedenzometrico può confermare la presenza e la gravità dell'ipoacusia.

Cosa fare per recuperare l'udito

Una volta diagnosticato, l’abbassamento dell’udito può essere affrontato in vari modi. Fortunatamente, infatti, ci sono diverse opzioni per migliorare la qualità dell'udito. Le soluzioni possono variare dal semplice utilizzo di apparecchi acustici per amplificare i suoni, all'impianto cocleare per coloro con gravi perdite uditive. Inoltre, la terapia uditiva e la riabilitazione possono aiutare le persone ad adattarsi alla loro nuova situazione uditiva e a migliorare le loro capacità comunicative.

Ci sono poi dei casi in cui in realtà la diminuzione dell’udito non è cronica ma transitoria, come nel caso di corpi estranei presenti nel condotto uditivo, tappi di cerume o otite catarrale. In tali casi, il recupero delle capacità uditive avviene a seguito di rimozione del cerume o del corpo estraneo o grazie a terapia medica o chirurgica.

Ipoacusia e invalidità

Un aspetto che merita di essere approfondito quando si parla di perdita parziale dell’udito è quello legato all’invalidità. L’ipoacusia, infatti, è riconosciuta come forma di invalidità e consente di accedere ai relativi benefici in termini di servizi sanitari gratuiti, assegni di assistenza e benefici fiscali. Più nello specifico, per la perdita dell’udito può essere riconosciuta invalidità fino al 59%, quando si sono persi fino a 75 dB, o addirittura fino al 65%, quando i DB persi sono più di 75 dB.

Misurazione dell’udito a Roma – Prenota presso il Polo Sanitario San Feliciano

 

Articolo revisionato dal Dottor Fulvio Paduano  – Specialista in Otorinolaringoiatria presso la sede di Villa Aurora del Polo Sanitario


lavaggio mani

Giornata mondiale dell’igiene delle mani, proteggi la tua vita e quella degli altri

Il 5 maggio, in tutto il mondo, si celebra la giornata dell’igiene delle mani, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un’occasione fondamentale per sensibilizzare tutti sull’importanza di una corretta igiene delle mani, soprattutto in un momento storico caratterizzato dalla lotta contro la pandemia. Lavarsi correttamente le mani può aiutare a salvare molte vite umane, soprattutto in ambito sanitario.

“Proteggi la vita, lavati le mani!”. È questo lo slogan scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per celebrare, il 5 maggio, la Giornata mondiale dell’igiene delle mani. Il Polo Sanitario San Feliciano di Roma ha scelto di aderire a questa importante iniziativa, per veicolare a tutto il personale sanitario e ai pazienti un messaggio chiaro: lavarsi le mani è un gesto apparentemente banale ma che può salvare vite umane.

I 5 momenti fondamentali per mani igienizzate e sicure secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità

Secondo l'OMS, sono 5 i momenti fondamentali in cui per un operatore sanitario è importantissimi avere mani correttamente igienizzate e quindi sicure:

  • Prima del contatto con il paziente;
  • Prima di qualsiasi manovra asettica;
  • Dopo essere stato esposto ad un liquido biologico o dopo aver rimosso i guanti;
  • Dopo essere stato a contatto con il paziente o dopo essere uscito dalla sua stanza;
  • Dopo essere entrato in contatto con un qualsiasi oggetto che si trovi in prossimità del paziente.

Lavarsi le mani, un gesto salva vita

In tempo di pandemia, la popolazione mondale è stata chiamata ad una nuova sensibilità verso l’igiene delle mani, considerata una delle misure utili a contrastare la diffusione del Covid-19. L’importanza di questa buona abitudine, però, va oltre il momento storico vissuto a partire dal 2020. Soprattutto in ambito sanitario, infatti, lavare bene le mani consente di proteggere meglio il paziente, diminuendo l’incidenza delle cosiddette infezioni correlate all’assistenza.

Come lavarsi bene le mani con acqua e sapone

Come igienizzare bene le mani con gel disinfettante


Festa della mamma

Festa della Mamma, una giornata dedicata alla prevenzione per la tiroide

Il Polo Sanitario San Feliciano, in occasione della Festa della Mamma, ha deciso di realizzare un’iniziativa dedicata alla prevenzione delle patologie che colpiscono la tiroide, con particolare attenzione per i noduli tiroidei. In questi giorni, è possibile prenotare un pacchetto di screening a 120 euro, con una riduzione del 20% rispetto al costo originario (150 euro). Visite ed esami compresi nel pacchetto dovranno essere effettuati giovedì 9 maggio, dalle 15 alle 18, presso l’ambulatorio di endocrinologia di Villa Aurora.

Il pacchetto comprende:

  • Visita specialistica endocrinologica
  • Ecografia tiroidea

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glaucoma

Il glaucoma: cause, sintomi e trattamento di una pericolosa patologia degli occhi

Il glaucoma è una patologia cronica dell’occhio che può causare la perdita della vista. Molto diffusa in tutto il mondo, il glaucoma può essere efficacemente contrastato con una diagnosi precoce, che permette di attivare tempestivamente le giuste cure. In questo articolo, un approfondimento su cause, sintomi, diagnosi e cura di questo pericoloso disturbo oculare.

Secondo le statistiche più recenti, nel mondo sono 60 milioni le persone colpite da glaucoma e per 7 milioni di loro questo ha significato la perdita della vista. Solo in Italia, ci sono ben 1 milione di individui affetti da questa pericolosa patologia cronica degli occhi, ma solo nel 50% il disturbo è già stato diagnosticato. Una delle caratteristiche principali del glaucoma, infatti, è il suo rimanere pressoché silente per molto tempo, con sintomi che non vengono notati. Quindi, se non ci si sottopone con regolarità a visite oculistiche, si rischia di scoprirlo troppo tardi, in una fase avanzata che è più difficile trattare con successo. Per questo motivo, è importante fare informazione su questo tema e stimolare la prevenzione.

Cos'è il glaucoma

Dal punto di vista medico, il glaucoma è una patologia cronica dell’occhio caratterizzata da un danneggiamento progressivo del nervo ottico, solitamente associato a un aumento della pressione intraoculare. Questo danno può portare a una perdita irreversibile del campo visivo e, in casi gravi, alla cecità. Esistono due tipologie di glaucoma:

  • glaucoma ad angolo aperto: è la forma più comune, caratterizzata da una progressione molto lenta;

  • glaucoma ad angolo chiuso: meno comune ma con sintomi evidenti fin dalle prime fasi, colpisce soprattutto anziani e persone affette da ipermetropia.

Le cause del glaucoma

Un’altra distinzione utile è quella tra glaucoma primario (che insorge senza essere connesso ad altre patologie) e glaucoma secondario (che scaturisce da altri disturbi o da eventi esterni). La differenza rileva soprattutto n ordine all’identificazione delle cause del glaucoma.

Nel caso del glaucoma primario, infatti, le cause non sono ancora state pienamente identificate dalla scienza, anche se si sono individuati dei fattori di rischio: età avanzata (over 60), familiarità, etnia, diabete, l’ipertensione, miopia forte, ipermetropia, ridotto spessore centrale della cornea, traumi.

Il glaucoma secondario, invece, ha delle cause precise: infezione o infiammazione oculare, cataratta di grandi dimensioni, complicanze post-operatorie (nel caso di interventi all’occhio), uso prolungato di famaci a base di cortisone.

I sintomi del glaucoma: come vede chi ne soffre

Come già anticipato, uno dei tratti distintivi del glaucoma è il suo carattere subdolo: spesso, i pazienti non avvertono alcun sintomo nelle prime fasi della malattia. Tuttavia, man mano che il danno al nervo ottico progredisce, i sintomi emergono e possono includere:

  • visione offuscata;

  • alterazioni del campo visivo;

  • mal di testa;

  • dolore agli occhi;

  • nausea e vomito (in caso di glaucoma acuto ad angolo chiuso).

È fondamentale sottolineare che, poiché il glaucoma può causare danni irreversibili alla vista, la sua diagnosi precoce è essenziale per prevenire gravi complicazioni.

Come si diagnostica il glaucoma

La diagnosi del glaucoma richiede una valutazione oftalmica completa. In particolare, è importante sottoporsi ai seguenti controlli:

  • misurazioni della pressione intraoculare;
  • OCT – Tomografia Ottica Computerizzata, per lo studio della cornea;
  • esami del campo visivo;
  • imaging del nervo ottico e della struttura del fondo dell'occhio.

L’oculista utilizza queste informazioni per valutare lo stato della salute oculare del paziente e determinare se sono presenti segni di glaucoma o fattori di rischio che richiedono ulteriori indagini.

Come si previene il glaucoma

Nonostante il glaucoma non possa essere prevenuto completamente, ci sono alcune misure che possono aiutare a ridurre il rischio di sviluppare la malattia o ritardarne la progressione. Queste includono:

  • sottoporsi a controlli oculari regolari (soprattutto per le persone con fattori di rischio o familiarità per glaucoma);

  • seguire una dieta sana ricca di antiossidanti;

  • evitare il fumo e mantenere uno stile di vita attivo.

Inoltre, è importante seguire le raccomandazioni del medico di fiducia per la gestione di condizioni mediche come il diabete e l'ipertensione, che possono influenzare il rischio di glaucoma.

Come si cura il glaucoma

Il glaucoma è una patologia cronica e irreversibile, quindi non può essere risolta ma solo tenuta sotto controllo e gestita. Si può, cioè, stabilizzare il deficit di campo visivo. Il trattamento del glaucoma si basa essenzialmente sulla riduzione della pressione intraoculare, che consente di prevenire ulteriori danni al nervo ottico. Questo risultato può essere raggiunto attraverso l'uso di farmaci oftalmici, procedure laser o interventi chirurgici. La scelta del trattamento dipenderà dalla gravità della malattia, dalla risposta del paziente alla terapia e da altri fattori individuali.

Prenota una visita specialistica presso l’Unità Operativa di Oculistica a Roma

Articolo revisionato Dottoressa Valeria Ciapparoni, specialista in oculistica presso il Polo Sanitario San Feliciano di Roma


check up glaucoma

Settimana mondiale del glaucoma, proteggi la tua vista con la giusta prevenzione

Nei giorni 11, 12 e 14 marzo, in occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma, il Polo Sanitario San Feliciano, presso la sede Villa Aurora (via Mattia Battistini), offre la possibilità di sottoporsi a uno screening approfondito al prezzo speciale di 60 euro. Un’occasione importante per mettere al sicuro la propria vista da una delle più pericolose malattie degli occhi.

La settimana mondiale del glaucoma

Il glaucoma è una delle patologie degli occhi più gravi e pericolose, perché può portare alla perdita della vista, soprattutto se trascurato. Secondo i dati del Ministero della Salute, in Italia, sono circa 1,2 milioni le persone colpite da questa malattia, prevalentemente over 40. L’elemento più insidioso del glaucoma è il suo essere silente, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo. Non dà dolore, non provoca disturbi visivi, non si palesa all’esterno con alcun segnale. Quando i primi fastidi arrivano, la patologia è spesso in fase avanzata e ha già parzialmente compromesso la vista.

Per contrastare l’avanzata del glaucoma, quindi, è fondamentale la diagnosi precoce, che passa attraverso periodici controlli oculistici e screening specifici. La Settimana Mondiale del Glaucoma, che si celebra ogni anno nel mese di marzo, è nata proprio con lo scopo di sensibilizzare sull’importanza della prevenzione.

Prevenzione glaucoma: tre giorni di screening a Villa Aurora

Anche il Polo Sanitario San Feliciano ha scelto di aderire a questa iniziativa, promuovendo una campagna di sensibilizzazione e organizzando presso la sua sede Villa Aurora, in via Mattia Battistini, due giorni di screening dedicati proprio alla diagnosi precoce del glaucoma.

L’iniziativa è in programma per i giorni:

  • 11 marzo, dalle 16,15 alle 18,45;
  • 12 marzo, dalle 9,00 alle 12,15;
  • 14 marzo, dalle 9,00 alle 12,15.

Il pacchetto prevenzione comprende:

  • Tonometria, per la misurazione della pressione intraoculare;
  • Tomografia Ottica Computerizzata (OCT), per l’analisi della cornea e della retina.

In occasione della Giornata Mondiale, il pacchetto screening glaucoma sarà disponibile al prezzo speciale di 60 euro (invece di 120 euro). Per partecipare all’iniziativa è obbligatorio prenotarsi online.

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virus hpv

Papilloma virus, identikit di un pericoloso nemico delle donne (e non solo)

Il papilloma virus è la causa delle cosiddette infezioni da HPV, che sono considerate particolarmente pericolose perché possono evolvere in forme cancerose maligne, come il tumore al collo dell’utero. Si tratta di infezioni molto comuni, che colpiscono uomini e donne e che spesso rimangono silenti e senza conseguenze. Ad oggi, non esistono cure contro il papilloma virus. Per questo, è di fondamentale importanza la prevenzione, realizzata attraverso la vaccinazione e i controlli periodici (soprattutto il pap test).

Campagne pubblicitarie di sensibilizzazione, frequenti approfondimento su Tv e giornali, importanti iniziative per favorire la vaccinazione. Nel corso degli ultimi anni, il livello di attenzione intorno alle infezioni da HPV è molto cresciuto. Il papilloma virus e il suo ruolo nello sviluppo di tumori anche gravi, come quello al collo dell’utero, sono temi presenti nel dibattito medico scientifico. Nonostante questo, sull’argomento continuano a circolare molte informazioni parziali o fuorvianti. Per questo motivo, può essere utile approfondire e chiarire i punti chiave.

Cos’è il Papilloma Virus (HPV)

Papilloma virus, noto anche come HPV (Human Papilloma Virus – virus del papilloma umano), è una famiglia di virus a DNA che, come dice il nome, colpisce gli esseri umani, causando infezioni a pelle e mucose. In natura, esistono oltre 200 tipi di HPV, molti dei quali sono innocui e non causano sintomi evidenti oppure provocano solamente lesioni benigne, come verruche, condilomi o papillomi. Inoltre, la maggior parte delle infezioni genitali da HPV sparisce senza bisogno di alcuna cura.

Papilloma virus e tumori: le conseguenze dell’infezione e quanto è pericolosa

Tuttavia, alcune di queste lesioni possono evolvere negativamente e portare alla formazione di tumori, tra cui il più comun è quello al collo dell’utero. Per questo motivo, i papilloma virus che aggrediscono le mucose genitali si distinguono in:

  • HPV a basso rischio cancerogeno;
  • HPV ad alto rischio cancerogeno.

È bene però precisare che meno dell’1% di coloro che contraggono un infezione da papilloma virus ad alto rischio cancerogeno sviluppa poi effettivamente il tumore, soprattutto se si tratta di persone sotto i 30 anni.

Cos’è e come funziona l’HPV test

L’infezione da papilloma virus nella donna e nell’uomo

Vista la correlazione esistente con il tumore al collo dell’utero, l’infezione HPV risulta particolarmente rischiosa per le donne. Il Papilloma virus, però, non colpisce solo individui di sesso femminile ma anche quelli di sesso maschile. Si stima, infatti, che circa l’80% delle persone sessualmente attive contragga questa forma virale almeno una volta nella vita. Negli anni, sono state raccolte evidenze scientifiche che sembrano suggerire anche una debole connessione l’infezione da HPV nell’uomo e alcuni carcinomi dell’apparato urinario e genitale maschile, come il tumore al pene e ai testicoli.

Le cause dell’infezione HPV: come si contrae a come si trasmette

La trasmissione dell'HPV avviene principalmente attraverso il contatto diretto con la pelle o le mucose infette. In particolare, il Papilloma virus si diffonde facilmente durante i rapporti sessuali, ma può anche essere contratta attraverso il contatto pelle a pelle con zone infette, come nel caso delle verruche. L'uso corretto del preservativo può ridurre il rischio di trasmissione ma non lo elimina completamente.

Conosci il Pap test in fase liquida?

I sintomi dell’infezione da Papilloma virus

Come già anticipato, molte persone infette da HPV non manifestano alcun sintomo evidente, rendendo difficile rilevare l'infezione. Tuttavia, nei casi in cui i sintomi si manifestano, è possibile osservare la comparsa di verruche genitali, lesioni cutanee o, nei casi più gravi, sintomi associati a condizioni precancerose o cancerose.

Prevenire il Papilloma virus: diagnosi precoce e vaccinazione

La prevenzione riveste un ruolo cruciale nel contrastare l'infezione da HPV, poiché consente di ridurre l'incidenza della patologia e delle sue conseguenze più gravi. La strategia più efficace per la prevenzione dell'HPV è rappresentata dalla vaccinazione, che è consigliata sia alle donne che agli uomini. Inoltre, è più indicato vaccinarsi contro il Papilloma virus in età adolescenziale, quindi prima dell'inizio dell'attività sessuale. Il vaccino, infatti, offre la migliore protezione quando somministrato prima dell'esposizione al virus. Allo stesso modo, è importante promuovere la consapevolezza riguardo ai comportamenti sessuali sicuri.

Di fondamentale importanza, poi, sono gli screening regolari, soprattutto per le donne. Sottoporsi periodicamente ad esami come pap test o thin prep permette la rilevazione precoce di eventuali lesioni precancerose o cancerose.

Per saperne di più sul Pap test leggi qui

Come si cura l’infezione HPV

L’importanza della prevenzione nella gestione delle infezioni da HPV assuma ancora maggior rilievo se si considera che non esistono cure efficaci contro il papilloma virus. Nella maggior parte dei casi, è il corpo stesso a sviluppare gli anticorpi che gli consento di debellare l’infezione, spesso senza che questa abbia manifestato sintomi. Le uniche possibilità, nel caso in cui all’infezione si accompagni manifestazioni esteriori (escrescenze) è l’applicazione di farmaci topici sottoforma di creme o l’asportazione chirurgica.

Prenota il test HPV a Roma, presso il Polo Sanitario San Feliciano

Articolo revisionato dalla Dottoressa Liliana Corosu, specialista in ginecologia presso il Polo Sanitario San Feliciano


osteoporosi donne

Osteoporosi, come riconoscerla e come prevenirla

L’osteoporosi è una patologia silente e pericolosa, perché si presenta spesso senza sintomi ma può provocare fratture ossee dolorose e invalidanti. Colpisce soprattutto le donne in menopausa e le persone in età avanzata. In questo articolo, un rapido approfondimento per analizzare le cause e i fattori di rischio dell’osteoporosi, nonché le possibili forme di prevenzione e cura.

Ogni giorno, le ossa del corpo svolgono un lavoro duro e nascosto per permettere ad ognuno di svolgere le proprie attività quotidiane. L’apparato scheletrico, infatti, è una componente chiave dell’organismo umano. Per questo motivo, patologie come l’osteoporosi, che ne minano profondamente la solidità, possono mettere in grave pericolo la salute e la qualità della vita. Conoscere l’osteoporosi, quindi, è importante, soprattutto perché è possibile prevenirla, adottando una adeguato stile di vita.

Cos’è l’osteoporosi

L’osteoporosi è la patologica riduzione della densità minerale dell’osso. Questo processo comporta un aumento del rischio di fratture ossee dovute a fragilità, ovvero quelle lesioni che possono avvenire anche spontaneamente o comunque in assenza di traumi considerevoli. Tale condizione, che potenzialmente può riguardare qualsiasi soggetto predisposto, colpisce soprattutto le donne. Secondo una ricerca ISTAT con dati relativi al 2020, soffrono di osteoporosi oltre il 13% delle donne, mentre negli uomini l’incidenza è di poco superiore al 2%. Le stime parlano di circa 5 milioni di pazienti in Italia, di cui oltre l’80% sono donne in menopausa.

In medicina, vengono classificate due tipologie di osteoporosi:

  • Primaria, cioè che si manifesta spontaneamente (è la più diffusa, soprattutto tra le donne);
  • Secondaria, quando è conseguenza di altro disturbo o dell’assunzione di determinati farmaci.

Leggi anche l’approfondimento sulla frattura del femore negli anziani

Cause e fattori di rischio dell’osteoporosi

Non a caso, il fattore di rischio principale per sviluppare l’osteoporosi è proprio la menopausa, perché provoca un calo della produzione di estrogeni, ormoni protettivi per il tessuto osseo. Ulteriori fattori di rischio sono:

  • Età avanzata;
  • Carenza di vitamina D o calcio;
  • Fumo;
  • Vita sedentaria;
  • Allettamento prolungato;
  • Terapie immunosoppressive prolungate a base di corticosteroidi.

I sintomi dell’osteoporosi

Nella fase iniziale, solitamente l’osteoporosi non presenta sintomi. E spesso questa condizione di malattia asintomatica si mantiene anche negli stadi più avanzati, almeno finché non si verifica una frattura ossea. Quest’ultima, infatti, è la manifestazione tipico dell’osteoporosi. In particolare, molto frequenti in chi soffre di questa patologia sono le già menzionate fratture di fragilità, cioè che avvengo a seguito di sforzi intensi o di cadute banali. Si tratta, cioè, di fratture che non si verificherebbero su una persona sana. Molto diffuse nei malati di osteoporosi sono anche le fratture vertebrali, di solito dovute alla compressione della colonna. Ovviamente, le fratture portano con sé dolore, anche piuttosto intenso, a seconda di dove sono localizzate.

Analisi ed esami per la diagnosi di osteoporosi

La mancanza di sintomi espliciti nelle fasi iniziali della malattia rende molto importante sottoporsi a controlli periodici, soprattutto per chi si trova in condizioni di rischio (in particolare, quindi, le donne in menopausa) o ha in famiglia casi di osteoporosi.

Gli esami strumentali che possono portare a una diagnosi definitiva sono:

  • MOC;
  • Rx della colonna con studio morfometrico.

In molti casi, questi esami possono evidenziare una condizione definita di osteopenia, che, rappresentando lo stadio clinico che precede l’osteoporosi vera e propria, deve essere intesa come un campanello d’allarme.

In cosa consiste una visita endocrinologica?

Prevenzione e cura dell’osteoporosi

La prevenzione svolge un ruolo chiave nel trattamento dell’osteoporosi. L’adozione di un corretto stile di vita, infatti, è lo strumento più efficace, sia per evitare l’insorgere della malattia, che per curarla lungo il suo decorso. In particolare, bisogna prestare attenzione a due elementi:

  • Attività fisica: è consigliabile svolgere almeno 30 minuti al giorno di attività aerobica all’aria aperta (anche una semplice passeggiata va bene), associati a sedute di ginnastica con esercizi contro resistenza, per rafforzare la muscolatura e prevenire le cadute;
  • Alimentazione: è utile seguire una dieta equilibrata che garantisce un sufficiente apporto di vitamina D e calcio.

Parallelamente all’adozione di un corretto stile di vita, nei casi di osteoporosi diagnosticata, è possibile anche sottoporsi a una cura farmacologica, con soluzioni che agiscono riducendo il riassorbimento osseo o incrementando la produzione di nuovo tessuto.

Prenota una visita specialistica presso l’Unità Operativa di Endocrinologia a Roma

 

Articolo revisionato dal Dottor Lorenzo Zelano, specialista in endocrinologia presso il Polo Sanitario San Feliciano di Roma


Ipotiroidismo

Ipotiroidismo, dalle cause alle cure: tutto quello che c’è da sapere in 6 domande

Approfondimento dedicato all’ipotiroidismo, per conoscere le informazioni essenziali: definizione della malattia, sintomi, cause, conseguenze, diagnosi e possibili cure.

Nell’ambito della endocrinologia è la tiroide la ghiandola più esposta all’attacco di patologie specifiche. Tra le più diffuse, ci sono sicuramente quelle che incidono sul livello di produzione ormonale, che può essere scarsa (ipotiroidismo) o eccessiva (ipertiroidismo). Nello specifico, l’ipotiroidismo, a cui è dedicato questo approfondimento, interessa il 5% della popolazione italiana, con netta prevalenza delle donne. Data l’ampia incidenza, quindi, è una malattia che merita di essere conosciuta meglio.

Cos’è l’ipotiroidismo

La definizione di ipotiroidismo è piuttosto semplice. Si tratta, infatti, di una condizione medica che si verifica quando la tiroide non produce un quantitativo sufficiente di ormoni. La carenza degli ormoni tiroidei ha poi ripercussioni negative sul funzionamento dell’organismo.

Che sintomi ha chi soffre di ipotiroidismo?

Tali ripercussioni negative corrispondono in gran parte ai sintomi attraverso cui si manifesta l’ipotiroidismo. I principali sono:

  • Stanchezza, affaticamento e debolezza (accompagnati da sonno eccessivo e crampi muscolari)
  • Pelle secca e pallida
  • Peli e capelli secchi e radi
  • Viso, occhi e palpebre gonfie
  • Voce rauca ed eloquio lento
  • Problemi di memoria
  • Brachicardia
  • Colesterolemia
  • Accumulo di liquidi sottopelle
  • Mestruazioni irregolari
  • Espressioni del volto spente (tendenza alla depressione)
  • Intolleranza al freddo
  • Aumento di peso

Ovviamente, i sintomi si manifestano con forza differente a seconda della gravità della carenza ormonale. Inoltre, è bene sottolineare che alcuni sintomi dell’ipotiroidismo possono essere erroneamente attribuiti allo stress o all’avanzare dell’età, provocando ritardo nella diagnosi.

Quali sono le cause dell’ipotiroidismo

Dal punto di vista delle cause, è possibile distingue tra ipotiroidismo primario, cioè conseguente a una patologia che colpisce direttamente la tiroide, e secondario o , cioè frutto collaterale di un problema che riguarda l’ipofisi, quando questa produce una scarsa quantità dell’ormone specifico che serve a stimolare proprio l‘attività della ghiandola tiroidea. L’ipotiroidismo secondario può essere congenito e quindi presente già alla nascita.

A loro volta, le cause dell’ipotiroidismo primario possono essere:

  • Malattie autoimmuni, in cui è lo stesso sistema immunitario ad attaccare erroneamente la tiroide (come nel caso della tiroidite di Hashimoto, che è tra le più frequenti);
  • Rimozione totale o parziale della tiroide, come conseguenza di altra patologia;
  • Carenza cronica di iodio;
  • Radioterapia al collo, utilizzata nei casi di cancro alla testa o al collo;
  • Trattamento con iodio radioattivo, utilizzato sempre nel caso di cancro o contro l’ipertiroidismo;
  • Terapie farmacologiche, soprattutto quella a base di amiodarone o farmaci antitiroidei.

Anche l’ipotiroidismo primario può essere congenito.

Leggi anche l’approfondimento sui noduli alla tiroide

Cosa succede se si ha l’ipotiroidismo? Le possibili conseguenze della malattia

Diagnosticare e curare tempestivamente e bene l’ipotiroidismo è fondamentale per evitare che peggiori, scatenando conseguenze anche piuttosto gravi come:

  • Ingrossamento della tiroide con formazione del cosiddetto gozzo;
  • Aggravamento delle problematiche cardiache;
  • Danneggiamento dei nervi del sistema nervoso periferico;
  • Formazione del mixedema;
  • Infertilità (o calo della fertilità).

Inoltre, se l’ipotiroidismo non curato interessa una donna in gravidanza può comportare l’insorgere di difetti congeniti nel bambino (deficit di sviluppo somatico o problemi intellettivi).

Come capire se si ha l’ipotiroidismo e arrivare alla diagnosi?

Alla diagnosi di ipotiroidismo è possibile arrivare mediante un esame diretto e specifico: l'analisi del livello di ormone tiroideo presente nel sangue. In un soggetto sano, il valore del TSH è compreso tra 0,4 e 4 mIU/l. Al di sopra di questa soglia si pone il sospetto ipotiroidismo.

Come si cura l’ipotiroidismo

Una volta diagnosticato a seguito di visita endocrinologica, il trattamento dell’ipotiroidismo dipende dalla causa che lo ha provocato. Di solito, la soluzione farmacologica è quella più utilizzata ed efficace. Il protocollo prevede l’assunzione di farmaci contenenti ormoni tiroidei.

 

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Articolo revisionato dal Dottor Lorenzo Zelano, specialista in endocrinologia presso il Polo Sanitario San Feliciano di Roma


Acne Special Days a Villa Aurora, l’occasione per rigenerare la tua pelle

l 30 novembre, presso l’ambulatorio di dermatologia di Villa Aurora, verrà organizzato l'Acne Special Day, un intero pomeriggio dedicato alla prevenzione e cura dell’acne. L’iniziativa permetterà di accedere alla visita dermatologica a prezzo ridotto e a un consulto cosmetologico gratuito. Inoltre, a tutti i partecipanti verrà rilasciato un voucher per usufruire di una riduzione del 50% su un trattamento di peeling al viso.

Tra le patologie che colpiscono la pelle, l’acne è senza dubbio la più diffusa e una tra le più fastidiose, sia per ragioni estetiche che di benessere. I tanto odiati brufoli e punti neri, infatti, possono colpire chiunque e lasciare segni duraturi, senza fare distinzione tra uomini e donne, giovani o adulti. Per questo motivo, il Polo Sanitario Accreditato San Feliciano, presso l’ambulatorio di dermatologia attivo nella sede di Villa Aurora (via Mattia Battistini),

ha deciso di organizzare una giornata dedicata alla diagnosi, prevenzione e cura di questa malattia. L'Acne Special Days è in programma per il 30 novembre 2023, dalle 15 alle 19

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Prenditi cura della tua pelle partecipando all’Acne Special Day

Accedendo all’iniziativa (con prenotazione obbligatoria) sarà possibile sottoporsi a visita dermatologica (con una riduzione del 30%) e consulto cosmetologico (gratuito), oltre che ottenere un voucher per un trattamento di peeling al viso (con un’ulteriore riduzione del 50%).

Nel dettaglio, la visita dermatologica (che avrà un costo di 50 euro invece che 70 euro) sarà effettuata dalla dott.ssa Sara Tambone e comprenderà:

  • visita delle cicatrici;
  • visita della pelle acneica;
  • eventuale prescrizione di un alinea terapeutica.

Il consulto cosmetologico gratuito, invece, sarà eseguito dalla cosmetologa Verdiana Baroni e sarà comprensivo di:

  • indicazione sulla skin care routine quotidiana;
  • consulenza di make-up sui prodotti più idonei;
  • eventuale indicazione di trattamenti per il miglioramento della pelle acneica.

Infine, il voucher rilasciato al termine delle visite, valido per il mese successivo darà diritto ad un trattamento di peeling viso presso l’ambulatorio di dermatologia di Villa Aurora, al costo di 50 euro (invece che 100 euro).

Come partecipare agli Acne Special Days

Al fine di garantire ad ogni paziente l’adeguata attenzione, per gli Acne Special Days è previsto un numero limitato di posti. Per accedere, quindi, è necessario prenotarsi online, cliccando sul link sottostante.

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Movember, a San Feliciano arriva il mese della prevenzione maschile

01Per tutto il mese di novembre, presso la sede di Villa Aurora, è possibile sottoporsi, ad un prezzo speciale, allo screening per la prevenzione dei tumori maschili, con visita urologica, analisi del PSA ed ecografia prostatica transrettale. L’iniziativa fa parte di Movember, il movimento internazionale per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione per la salute dell’uomo.

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Che gli uomini non abbiano un buon rapporto con la prevenzione delle malattie è risaputo. E lo confermano anche le statistiche, che rivelano come il 40% dei maschi ritenga inutile recarsi dal medico in assenza di sintomi specifici. Un atteggiamento in netta controtendenza rispetto a quello delle donne che invece, soprattutto negli ultimi anni, hanno imparato a sottoporsi a check up periodici, fondamentali per la diagnosi di patologie pericolose, come i tumori a seno e utero. Eppure, anche in campo maschile, non mancano le malattie che potrebbero essere più facilmente sconfitte se diagnosticate tempestivamente. Due esempi su tutti: il tumore alla prostata e quello ai testicoli. Lavorare per cambiare questa mentalità, quindi, è di fondamentale importanza.

Movember, il mese della prevenzione maschile

È da questa riflessione che prende il via l’impegno di Movember, un movimento internazionale che ha l’obiettivo di promuovere la cultura della prevenzione tra gli uomini, con riferimento sia alla salute fisica che a quella mentale. Nel dettaglio, i promotori di Movember dichiarano di operare per la prevenzione dei suicidi, del cancro alla prostata e del cancro ai testicoli. Per farlo, hanno scelto simbolicamente il mese di novembre, periodo in cui si concentrano la maggior parte delle iniziative, sparse in tutto il mondo. Non a caso, il nome del movimento scaturisce dall’unione di moustache (i baffi, che simboleggiano l’uomo) e november. In Italia, sono numerose le realtà che hanno deciso di aderire al movimento organizzando eventi specifici, su spinta della Società Italiana di Urologia.

Movember a Roma, tutte le iniziative del Polo Sanitario Accreditato San Feliciano

Anche il Polo Sanitario Accreditato San Feliciano è tra le strutture che hanno aderito, con la sua sede di Villa Aurora (via Mattia Battistini). Tutti i martedì di novembre, infatti, sarà possibile sottoporsi ad un Pacchetto prevenzione maschile che comprende:

  • visita urologica con la dottoressa Angela Maurizi (dalle 10 alle 11,30);
  • analisi del PSA (totale e libero);
  • ecografia prostatica transrettale.

In occasione di Movember, il pacchetto sarà offerto ad un prezzo speciale di 150 euro (invece che 260). Per partecipare, è obbligatorio prenotarsi online.

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