La sindrome delle apnee del sonno ostruttive è un disturbo frequente e pericoloso, al punto che nei casi gravi può portare al riconoscimento di una invalidità. Essa si caratterizza per la presenza di ripetute apnee ovvero al blocco temporaneo della respirazione mentre si dorme. Le cause più frequenti sono il sovrappeso e la presenza di ostruzioni delle alte vie respiratorie. Le conseguenze delle apnee notturne sono il peggioramento della qualità della vita (dovuto all’estrema sonnolenza diurna e alla difficoltà di concentrazione sul lavoro e durate la guida) e un decadimento della salute cardiovascolare (con aumento del rischio di infarti, ictus, arresti cardiaci, ipertensione, diabete). Quindi, è fondamentale diagnosticare tale sindrome precocemente attraverso la poligrafia notturna al fine instaurare un trattamento. Nei casi più severi si può ricorrere anche l’ausilio della terapia di ventilazione tipo CPAP.

Secondo le rilevazioni statistiche, in Italia ci sono circa 6 milioni di persone affette da Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS). Un disturbo molto diffuso, che può manifestarsi a vari livelli e, se trascurato, avere anche conseguenze molto gravi sulla qualità della vita e sulla salute (soprattutto aumentando il rischio di patologie cardiovascolari). La presenza di apnee notturne, infatti, è un disturbo del sonno capace di ripercuotersi sul benessere psicofisico e su tutte le attività quotidiane. Per questo motivo, è importante conoscerlo bene e non trascurarlo.

Cosa sono le apnee notturne: definizione e tipologie

Le apnee notturne sono un disturbo del sonno caratterizzato dal ripetuto arrestarsi del respiro mentre si dorme. Tale blocco della respirazione, oltre ad impedire un tranquillo riposo, provoca una riduzione della quantità di ossigeno presente nel sangue e un contestuale aumento dell’anidride carbonica.

Le apnee notturne sono di tre tipologie:

  • Apnea ostruttiva del sonno. È la tipologia più frequente e si concretizza quando una persona presenta frequenti episodi di interruzione del respiro dovuti al restringimento della gola e delle vie aree superiori, cioè i tratti che collegano la gola stessa con la bocca, le narici e le corde vocali.
  • Apnea centrale del sonno. È un caso più raro, che si verifica a causa di problemi neurologici. In questa tipologia di apnee notturne, infatti, il tronco encefalico, deputato a regolare il ritmo della respirazione, risulta meno sensibile all’aumento dei livelli di anidride carbonica presenti nel sangue. Questo lo porta a produrre una respirazione più lenta del necessario.
  • Apnea mista del sonno (ostruttiva e centrale). È una commistione tra le due precedenti tipologie. In questo caso, le apnee dorme sono riconducibili a problemi neurologici e alla chiusura della gola e delle alte vie respiratorie.

Perché vengono le apnee del sonno: le cause e i fattori di rischio

Alle diverse tipologie di apnee notturne corrisponde anche una differenziazione delle cause che possono scatenarle.

Ad esempio, tra le cause principali della sindrome delle apnee ostruttive del sonno (o comunque tra gli elementi che le aggravano) si possono annoverare:

  • invecchiamento dei tessuti delle vie respiratorie dovuto all’avanzare dell’età
  • obesità;
  • ipotiroidismo;
  • menopausa;
  • abuso di alcol;
  • fumo;
  • assunzione di farmaci sedativi;
  • malformazioni del viso, della bocca o della faringe;
  • ostruzioni delle vie aeree;
  • ictus.

Le apnee centrali del sonno, invece, sono spesso conseguenza di malattie che interessano l’apparato cardiovascolare e di malattie neuromuscolari, come la sclerosi laterali amiotrofica (SLA). Inoltre, questo tipo di disturbo può essere causato dall’uso di farmaci oppiacei o con effetti di rilassamento.

Come capire se si soffre di apnea notturna: i sintomi principali

Al contrario di quando detto per le cause, che vanno differenziate a seconda della tipologia di apnea, l’analisi della sintomatologia può essere unificata, perché i segnali di questo disturbo sono ricorrenti. È bene però precisa che, nella maggior parte dei casi, l’apnea si presenta asintomatica.

I sintomi più frequenti di apnee notturne e a cui prestare attenzione per decidere di recarsi da uno specialista sono:

  • respiro affannato o ansimante durante il sonno;
  • russamenteo;
  • senso di soffocamento;
  • risvegli improvvisi;
  • sensazione di non riposo al risveglio;
  • nicturia;
  • sonnolenza diurna;
  • stanchezza e spossatezza;
  • difficoltà di concentrazione;
  • mal di testa/cefalea.

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La diagnosi delle apnee del sonno: visite ed esami

I sintomi predetti rappresentano un campanello da allarme da non trascurare. Se si presentano, infatti, è meglio rivolgersi ad uno specialista, cioè un otorinolaringoiatra, per indagare riguardo una possbile sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Oltre alla visita, l’otorino potrà richiedere lo svolgimento di esami particolari. Il principale di questi è la poligrafia notturna. Tal esame consiste nel monitoraggio notturno dei principali parametri cardiorespiratori e può essere svolta a domicilio. In casi particolari potrò essere richiesta la polisonnografia notturna con il monitoraggio dell’attività elettroencefalografica durante il sonno.

Quando e perché le apnee notturne diventano pericolose: conseguenze e complicanze

Al di là dei non trascurabili effetti sul riposo, le apnee notturne, ostruttive o centrali, rappresentano un disturbo serio. Esse possono provocare l’insorgere di ulteriori e più gravi patologie. A farle le spese sono soprattutto il cuore e la circolazione. Soffrire di apnee notturne, infatti, aumenta il rischio di sviluppare malattie come ictus, infarto, fibrillazione atriale e ipertensione arteriosa. Inoltre, il sonno disturbato può indurre anche disordini alimentari e portare al sovrappeso e all’obesità oppure scatenare o aggravare il diabete. Infine, va anche segnalato come le apnee possano provocare squilibri ormonali e quindi indurre condizioni di impotenza maschile.

Come ridurre le apnee notturne: prevenzione, cure e terapie

Fortunatamente, le apnee notturne sono una patologia che, se correttamente diagnosticata, può essere trattata in modo da evitare l’insorgere di complicazioni e conseguenze pericolose. I possibili approcci sono molteplici, a seconda delle cause e della gravità della situazione.

Come accade spesso in medicina, però, la prima strada da percorrere è quella della prevenzione, che consiste essenzialmente nell’evitare il sovrappeso o l’ obesità e nell’abbandonare le cattive abitudini, come il fumo e l’eccessivo consumo di alcolici. È fondamentale, quindi, seguire una corretta alimentazione e magari anche evitare l’assunzione di farmaci sonniferi e rilassanti. Un ruolo importante lo ricopre anche la posizione in cui si dorme. Meglio evitare, infatti, di dormire supini, coricandosi invece su un lato.

Una dieta equilibrata, una corretta postura nel sonno ed l’abolizione di fumo e alcol, però, sono azioni da intraprendere anche quando la patologia già si è manifestata, perché permettono di ottenere importanti risultati, soprattutto in termini di riduzione degli episodi di apnea. Per quanto riguarda, invece, i trattamenti terapeutici più specifici, dipendono dalle origini del disturbo e si dividono in:

  • Terapia posizionale. In caso di OSAS posizionale, dove le apnee si manifestano prevalentemente in una determinata posizione del corpo ( più frequente mete supina) è possibile utilizzare dei dispositivi che sfavoriscano l’assunzione di tale posizione ( cinghie toraciche o dorsale o device elettronici tipo Night Shift)
  • Trattamenti odontoiatrici attraverso dispositivi di avanzamento mandibolare.  In caso di sindrome delle apnee ostruttive del sonno di grado lieve o moderata è possibile utilizzare durante il sonno un bite che favorisca la protrusione mandibolare,  liberando le vie aeree superiori.
  • Trattamenti farmacologici. Sono indicati per la gestione della sintomatologia diurna, in particolare della sonnolenza, ma non incidono sulle cause quindi non sono risolutivi.
  • Trattamenti di ventilazione. Vengono realizzati attraverso un apposito macchinario che invia aria ad una pressione prestabilita al fine di mantenere pervie le vie aeree superiori. La CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) è la modalità più frequentemente usata per il trattamento dell’OSAS.
  • Trattamenti chirurgici di otorinolaringoiatria. Sono tutti i trattamenti mirati a ristabilire la pervietà delle vie aeree ed a modificare le strutture che ostacolano il passaggio di area durante il sonno. Ne fanno parte la plastica del setto nasale, la riduzione dei turbinati ipertrofici, la rimozione delle tonsille e l’asportazione delle adenoidi.

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Altre informazioni per chi soffre di apnee notturne

Per completare il quadro informativo relativo alle apnee notturne, di seguito sono raccolte le risposte alle domande più frequenti, che hanno a che fare con gli aspetti pratici e di impatto quotidiano di questa patologia.

Si ha diritto all’invalidità?

Chi soffre di forme gravi di apnee notturne che necessitano l’utilizzo del CPAP ha diritto a vedersi riconosciuta l’invalidità (non l’handicap) da parte del Sistema Sanitario Nazionale, di solito pari al 30%. Per ottenere il riconoscimento è necessario prima sottoporsi a poligrafia notturna e poi far avviare la pratica presso l’ASL dal proprio medico curante.

Si gode di agevolazioni di qualche tipo?

Il riconoscimento dell’invalidità comporta diritto ad accedere gratuitamente agli apparecchi elettromedicali necessari (CPAP). A determinate condizioni, inoltre, si può anche beneficiare di bonus elettrico, cioè di uno sconto sul costo dell’energia elettrica.

Si può avere la patente e guidare?

Soffrire di OSAS non incide sulla possibilità di portare la macchina ma può comportare una riduzione della durata della patente, che diventa triennale e necessita quindi di rinnovo più frequente. La ragione di questa disciplina speciale è dovuta al fatto che tra le conseguenze più importanti delle apnee notturne c’è la sonnolenza diurna con attacchi di sonno improvviso e irrefrenabile e quindi esporre al pericolo per chi si mette alla guida di un auto o di una moto.

Si hanno ripercussioni sul lavoro?

Le conseguenze della sindrome delle apnee notturne possono causare problemi nello svolgimento delle attività lavorative edifficiltà di concetrazione, tanto che alcuni studi hanno evidenziato come il lavoratore che ne è affetto sia più esposto al rischio di licenziamento. Ad essere particolarmente problematico è il lavoro notturno, da cui si può essere esonerati per motivi medici.

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Articolo revisionato dal Dottor Fulvio Paduano, specialista in otorinolaringoiatria presso il Polo Sanitario San Feliciano